Sono artemisia non sbocciata
venerdì, 30 marzo 2007:

..*ArteMalata*..

Artem*Alata

Buonanotte amici della fredda rete. E' venerdì sera, siete usciti tutti? Sì? Allora spero per voi siate riusciti a giungere in qualche bel localino del centro città e che sediate a tavolini molto in. Io fumo una sigaretta nonostante il mal di gola e penso ai soffitti di questa nuova occupazione. Musica (Given Ground) in sottofondo e Medinait come drink. Torno a usare la metropolitana lasciata dai tempi d'oro. E mi accorgo di quanto la popolazione sia in aumento soprattutto quando mi vedo costretta a sedermi a terra a causa dei miei malori improvvisi e del sovraffollamento. E' una fortuna per me non essere una fobica della metro. Sarà che in passato ci ho trascorso troppo tempo.

Trovami se vuoi posti che siano solo nostri. E torniamoci insieme ad occhi aperti o da soli con le guance umide. Cosa importa? Prenditene cura. Perchè su questo pianeta così piccolo, così grande, io mi trovo a cercare di comprendere troppe cose senza dover irrimediabilmente impazzire ed è così difficile.

Da questo appartamento ArteMAlata cerca cottonfioc di zucchero da mettere su torte di non compleanno.


Ho trovato un sorriso.
Non spegnerlo.

 

Artemisiabs, 22:52
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giovedì, 29 marzo 2007:

 

 

"Più Nitida Di Così Non Si Poteva"

Artemisiabs, 23:22
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domenica, 25 marzo 2007:

E' stato il freddo a pungermi, tu non c'entri.
E' alla Terra che do la colpa. Qui c'è troppo silenzio e stare con se stessi fa male non l'avevo mai sentita questa sensazione così desiderata e adesso così forte. Fino a due giorni fa. Ora in questo appartamento vuoto asciugo la mia faccia e sento il freddo che faccio entrare dalla finestra. Oggi ho fatto la mia prima lavatrice e non riuscivo a staccare lo sguardo dall'oblò. Girava. I miei occhi con esso. Il mondo attorno pure. Mentre tu dormivi ho messo in centrifuga mutande, calzini, magliette e jeans. Ma azionando il tutto solo troppo tardi mi sono accorta che avrei potuto infilare nel cestello anche qualche parte di me. Non avevo mai avuto nemmeno una camera che fosse mia. Mentre in questo istante mi sento ancora troppo piccola per guardare queste mura poco frequentate, da me mai vissute, vedo gatti girovagare in cerca di loro. Guardarli mi fa male e vorrei capissero le mie parole.

Da due giorni vivo da sola.

Artemisiabs, 20:38
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venerdì, 09 marzo 2007:
LEI SI SPOGLIA PER CAPIRE SE E' INVISIBILE DAVVERO.
(Prozac+)

Scoprirsi insensibile alla sofferenza perchè assuefatta al dolore
Baratto nevrosi in cambio di nicotina con la sigaretta di turno.
Mai me.
Un'armonia al posto di questa continua dissonanza.
Non finisse mai questa sigaretta..
Artemisiabs, 20:19
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HO SCRITTO SULLA CARTA
-BunnyNurse-(Prologo)
"Mi hanno trovata nel bosco la mattina seguente, l’ombrello era rotto e intorno al mio corpo straziato per quella che era stata l’ultima violenza subita, alberi stridenti di un giardino che urla restituivano al mondo la loro vittima, BunnyNurse. Infilata in un grosso sacco di plastica trasparente e appannato, la mia bocca violacea lacrimava sangue di cera immobile e asciutto, puzzavo di cadavere ma non riuscivo a sentire altro che l’odore di aridi fiori chiusa nel sacco come carne incelofanata, messa sottovouto e al fresco. Cieli violenti quella mattina in cui troppa gente mascherata e armata si accorse di me subito dopo la morte della mia parola e altrettanta disperazione all’ultima vista del mondo nei miei occhi. Indossavo un vestito nero trasparte, usai gli ultimi sforzi rimasti per coprirmi il volto davanti ai loro sguardi giunti nel bosco a bordo di auto luccicanti blu e bianche, tutta quella luce mi entrava dentro e faceva male ai miei occhi morenti. Le braccia scivolarono dalla faccia e da quell’istante l’unica cosa che mi restava da poter muovere non erano che le isteriche pupille appannate dal celofan. Fu in quel momento che ironicamente pensai, dopo tanto soffrire, che per me avevo sempre immaginato una morte dolce, quella musica funerea in sottofondo che accompagna gli ultimi pensieri delle vittime. E invece per me solo luci e sirene spiegate, finchè le iridi non si fermeranno messe in posa per la loro ultima foto, la mia ultima foto sfocata. BunnyNurse canta un Miserere e si dirige ad occhi sbarrati verso il quinto girone del Purgatorio."
-Fumava sigarette-
"[...]Stupore spento. Occhi fissi, seduta sul marciapiede bagnato,occhi fissi, piena zeppa di alcool, occhi fissi, occhi fissi nel vuoto. Vestiti neri, scarponcini bagnati e occhi pieni di tutto quello che le stava davanti, inclinava la testa e apriva un po’ la bocca come se quel vuoto riuscisse davvero a stupirla. Era tornata bambina eppure quel vento le faceva un gran freddo, si passava una mano sulla palpebra di tanto in tanto, mantenendo sempre un’espressione impassibile, attonita, sporca, dimenticata, sola, i suoi capelli erano fili scuri che ondeggiavano nel vento, le solleticavano le guance bianche, pallide, fredde e aveva dimenticato perché si trovava seduta sulla strada, aveva dimenticato di aver corso e di esseresi appena calmata, aveva dimenticato il perché tutte quelle urla e quelle lacrime. Ora era solo seduta.[...]"
-I Profumi di Stella-
"[...]Mi alzai continuando a guardare lei che continuava a guardare me, senza ragione e uno bizzarro silenzio ci separava, non sapevo chi fosse. Era da un po’ che camminavo da solo, due o tre giorni che non avevo una casa, i miei capelli puzzavano io non sapevo chi fosse, ma lei continuava a guardarmi.[...]"
-La Breve Storia Di Una Ragazza Senza Un Occhio-
"[...]Urla. L’altro occhio girava veloce lo sguardo. Urla. Forse voleva morire anche lui. Urla. Intorno i mobili della sua camera divennero rossi e sbiaditi mentre il gatto aveva fatto un salto fulmineo sulla scrivania e lei cominciò a urlare. Urla. Ora sentiva un forte bruciore sotto alla mano premuta sulla cavità dell’occhio. Urla.[...]"
-Caduto Nell'Acqua-
"[...]Quella era la sua bambola e lei non permetteva che nessuno la toccasse. La teneva posta sul divano, seduta con quelle sue gambe rigide di porcellana, mia nonna la cullava di notte accucciata sul tappeto tornava ad essere una bambina, le cantava la ninna nanna della luna che brilla perché è d’argento e porta fortuna, e tutte le volte che la riponeva sul divano le pettinava i boccoli, amorosamente si prendeva cura della sua postura, le affiancava i cuscini più candidi e morbidi del salotto e dopo averla guardata con teneri occhi scoppiava il pianto furioso. Mia nonna si graffiava la faccia davanti al volto pallido e sorridente della sua bambola di porcellana, di fronte alla sua eterna espressione infantile, gridava le vocali singhiozzando, si alzava e si sbatteva con violenza sul divano, sulle poltrone e sul tappeto, dimenava gli arti urlava di dolore.[...]"
-Pioggia-
"[...]Il soffitto interrompe la sua pioggia quando alzo la testa. Sento rumori arrivare dalla stanza dalla quale proviene la luce, qualcuno cammina, apre cassetti. Abbasso gli occhi e lo sguardo cade sulla gamba destra. La mia gamba si muove. Compie brevi scatti a intervalli regolari. La fisso a lungo e poi guardo l’altra. La gamba sinistra si comporta allo stesso modo. A piccoli intervalli si scuote…. Sto tremando. Ora che vedo il mio corpo vibrare, mi accorgo di essere consapevole solo in parte.[...]"
... Think Of Me...
Mi sento una cretina… ma forse lo sono… una bambolina cretina che sorride dalla vetrina ai passanti… una bambolina di borchie e trucchi pesanti… rossetti da vera puttana orientale… forse la mia bambola ora si trova in qualche sexy shop o sul letto di qualcuno. Nella testa solo urla ovattate Urla ovattate Si può morire dal dolore. Claudia*
Kerouac wrote
"Per me l'unica gente possibile sono i pazzi, quelli che sono pazzi di vita, pazzi per parlare, pazzi per essere salvati, vogliosi di ogni cosa allo stesso tempo quelli che mai sbadigliano o dicono un luogo comune, ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi artificiali color giallo che esplodono come ragni attraverso le stelle e nel mezzo si vede la luce azzurra dello scoppio centrale e tutti fanno -oooh!-"
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