Sono artemisia non sbocciata
mercoledì, 15 marzo 2006:
ORE2300

*ATTESA*


Mi sto abituando al non so dove vorrei essere.


Intorno a me c'è chi si affretta a raggiungere una meta. I negozi chiudono e i lavoratori  imboccano le strade del ritorno o quelle dei sogni che portano in luoghi dove poter annegare tutta la realtà di una giornata costretta. Io li guardo e aspetto. Ascolto i suoni dei loro passi e vorrei costringerli a fermarsi e a trascorrere qualche minuto qui a terra, seduti insieme a me, vorrei sapere da loro qualosa che li riguarda, vorrei mi regalassero le parole di un pezzo della loro vita, vorrei che aspettassero, solo per un po', qui accanto a me.
Movimento e attesa.
Sono il giusto contrasto per questa città che si agita intorno a me. Di questo posto potrei essere il sole, la stella principale di un sistema che ruota intono alla mia vita.
Ho bisogno di abbracci, di voci, di sguardi, mentre attendo. Voglio sentire un po' di calore, ho tanto, tanto freddo.
Qualcuno mi guarda e pensa che aspetto.
Il tempo poi passa e Qualcuno ancora mi guarda.
Il tempo poi passa e Qualcuno allora pensa che forse la ragazza che scrive lì a terra è semplicemente sola. Nessuno arriva al probabile appuntamento presupposto da Qualcuno durante i primi sguardi rivolti a lei.
Se non facesse freddo la mia attesa, che è reale, non sarebbe così faticosa. Ma basterebbero a riscaldarla parole.
E' dunque silenzio oltre che attesa a rendere più arduo l'aspettare.
Oggi è il mio secondo giorno con le ali. Non mi hanno portato da nessuna parte, devo ancora imparare a volare e per questo ci vuole tempo. Anche per ciò mi tocca aspettare.
Sono sicura che diventerò pazza come la mia bisnonna, la pazzia è ereditaria.

Ma prima diventerò bellissima.*




Artemisiabs, 22:07
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martedì, 14 marzo 2006:
ORE2323




*Le guardo
Non faccio che pensare
 se le avessi avute da piccola mi sarei divertita

tantissimo a giocare.
*Ora bruciano e sono contenta perchè riesco a sentirle,
quando il dolore non ci sarà più forse mi dimenticherò di averle
mentre adesso le sento
sono appena spuntate sulla schiena
hanno un alone rosso sangue.
Voglio stare nella favola più incantevole.
Chiudo le porte, resto dentro me
e guardo fuori le facce che mi fissano con disapprovazione:
decido che non m'importa
voglio darmi solo a chi mi sorride
Ho bisogno di abbracci.
La mia favola è da sola, nel mondo che invento io.*
Artemisiabs, 22:32
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domenica, 12 marzo 2006:
ORE022

Non posso guardarmi le mani senza sentire forte la voglia di piangere. Ho le sue stesse mani e non riesco a guardarle.
Se solo potessi morire negli occhi di chi amo...
Ho una pazza voglia di scolarmi tutto l'odio del mondo, fino in fondo all'anima.
Sento odore di deodorante da uomo, o dopobarba mischiato al sapore dell'alcool. Seduta in metropolitana ho in testa pensieri claustrofobici. Mille occhi si guardano intorno, non una parola solo suoni, i suoni delle ruote metalliche che scivolano sulle rotaie. Ad ogni fermata fisso la banchina e ogni volta penso alle fermate della metropolitana di Parigi. Ognuna differente: bellissime! Ho da poco comprato calze autoreggenti, ho pensato di voler uccidermi o di voler essere un'altra persona, quella che piace a lei. Tra non molto giungo alla mia fermata, quella uguale a tutte le altre. Non come le fermate parigine. Un po' come me, che non sarò mai come lei, ma ancora qualche chilo in meno e queste calze autoreggenti mi staranno da dio.



(dimenticavo... siete obbligati a venire al Rolling Stone il primo aprile... Suono col mio favoloso gruppo)



foto: Claudia.
Artemisiabs, 23:38
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sabato, 11 marzo 2006:
Ore 2108

Attenzione:

Sto pensando di uccidermi....
... ci sto pensando.
Artemisiabs, 20:10
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martedì, 07 marzo 2006:
ORE2335

E il BruCaliffo mi offre un tiro.

Volevo chiederti se per caso ti va di andare a caccia di meduse con me. Con la Lumaca, La Stella Marina e La Spugna. Ho il dito in bocca davanti alla televisione, guardo i cartoni animati, c'è la maghetta con lo stesso vestito dal primo episodio, volteggia e salva il mondo. Intorno a lei le stelle e tutti la guardano e rimangono a bocca aperta. Anche io smetto di ciucciare il dito e apro la bocca, sbalordita davanti a lei e penso che quando sarò grande i miei capelli avranno quello strano colore che indossano i suoi. Decido che anche io da grande sarò magica, avrò un animaletto sulla spalla e una vita segreta da eroina. Non basterà mai quello che contengono
le bottigliette-"BEVIMI"
o le scatolette-"MANGIAMI",
nella mia vita sarà sempre tutto privo di comode vie di mezzo, diventerò un'estremista, sopratutto del fastidio, del lamento. E poi, quando mi troverò costretta a fingere soffrirò come una povera stronza senza carattere. Lo so solo in parte quello che diventerò, e solo in parte so che non molto mi piacerà.

Ma quando il BruCaliffo mi offrirà un tiro non potrò che accettare, qualunque splendida droga mi offra.
E i PalmiPedon NEPPUUUUUR.



Volevo chiederti se ti va di andare a caccia di meduse con me.
Artemisiabs, 21:51
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mercoledì, 01 marzo 2006:
oraindefinita


COME AS AN OLD MEMORIA
°scegli una porta, aprila e perdiamoci nel mondo°


E' stato difficile trovare l'uscita, correndo intorno.
Ricordo i sorrisi di lei, rientrando ad occhi chiusi,
era musica per le mattine tristi. Quello che mai dimenticherò è:

lacrime

e abbracci di lei di fronte al cesso della scuola
ed era la cosa più dolce della giornata,
potevo allora respirare. Te lo ricordi? Rido perchè poi, lei lo sa,
sono uscita da sola, correndo intorno
e non sono nemmeno sicura di aver aperto la porta che volevo
ma questo no, non gliel'ho mai detto. Ti penso e mi chiedo dove ti ha condotto la tua porta.
Le piaceva leggere le mie paranoie
e poi mi costringeva a dirle per chi le scrivevo. Erano tutte per lei.






"Light another candle end

RELEASE ME
RELEASE ME

Please,

Release me."

=.:TOM YORKE:.=
Artemisiabs, 19:37
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HO SCRITTO SULLA CARTA
-BunnyNurse-(Prologo)
"Mi hanno trovata nel bosco la mattina seguente, l’ombrello era rotto e intorno al mio corpo straziato per quella che era stata l’ultima violenza subita, alberi stridenti di un giardino che urla restituivano al mondo la loro vittima, BunnyNurse. Infilata in un grosso sacco di plastica trasparente e appannato, la mia bocca violacea lacrimava sangue di cera immobile e asciutto, puzzavo di cadavere ma non riuscivo a sentire altro che l’odore di aridi fiori chiusa nel sacco come carne incelofanata, messa sottovouto e al fresco. Cieli violenti quella mattina in cui troppa gente mascherata e armata si accorse di me subito dopo la morte della mia parola e altrettanta disperazione all’ultima vista del mondo nei miei occhi. Indossavo un vestito nero trasparte, usai gli ultimi sforzi rimasti per coprirmi il volto davanti ai loro sguardi giunti nel bosco a bordo di auto luccicanti blu e bianche, tutta quella luce mi entrava dentro e faceva male ai miei occhi morenti. Le braccia scivolarono dalla faccia e da quell’istante l’unica cosa che mi restava da poter muovere non erano che le isteriche pupille appannate dal celofan. Fu in quel momento che ironicamente pensai, dopo tanto soffrire, che per me avevo sempre immaginato una morte dolce, quella musica funerea in sottofondo che accompagna gli ultimi pensieri delle vittime. E invece per me solo luci e sirene spiegate, finchè le iridi non si fermeranno messe in posa per la loro ultima foto, la mia ultima foto sfocata. BunnyNurse canta un Miserere e si dirige ad occhi sbarrati verso il quinto girone del Purgatorio."
-Fumava sigarette-
"[...]Stupore spento. Occhi fissi, seduta sul marciapiede bagnato,occhi fissi, piena zeppa di alcool, occhi fissi, occhi fissi nel vuoto. Vestiti neri, scarponcini bagnati e occhi pieni di tutto quello che le stava davanti, inclinava la testa e apriva un po’ la bocca come se quel vuoto riuscisse davvero a stupirla. Era tornata bambina eppure quel vento le faceva un gran freddo, si passava una mano sulla palpebra di tanto in tanto, mantenendo sempre un’espressione impassibile, attonita, sporca, dimenticata, sola, i suoi capelli erano fili scuri che ondeggiavano nel vento, le solleticavano le guance bianche, pallide, fredde e aveva dimenticato perché si trovava seduta sulla strada, aveva dimenticato di aver corso e di esseresi appena calmata, aveva dimenticato il perché tutte quelle urla e quelle lacrime. Ora era solo seduta.[...]"
-I Profumi di Stella-
"[...]Mi alzai continuando a guardare lei che continuava a guardare me, senza ragione e uno bizzarro silenzio ci separava, non sapevo chi fosse. Era da un po’ che camminavo da solo, due o tre giorni che non avevo una casa, i miei capelli puzzavano io non sapevo chi fosse, ma lei continuava a guardarmi.[...]"
-La Breve Storia Di Una Ragazza Senza Un Occhio-
"[...]Urla. L’altro occhio girava veloce lo sguardo. Urla. Forse voleva morire anche lui. Urla. Intorno i mobili della sua camera divennero rossi e sbiaditi mentre il gatto aveva fatto un salto fulmineo sulla scrivania e lei cominciò a urlare. Urla. Ora sentiva un forte bruciore sotto alla mano premuta sulla cavità dell’occhio. Urla.[...]"
-Caduto Nell'Acqua-
"[...]Quella era la sua bambola e lei non permetteva che nessuno la toccasse. La teneva posta sul divano, seduta con quelle sue gambe rigide di porcellana, mia nonna la cullava di notte accucciata sul tappeto tornava ad essere una bambina, le cantava la ninna nanna della luna che brilla perché è d’argento e porta fortuna, e tutte le volte che la riponeva sul divano le pettinava i boccoli, amorosamente si prendeva cura della sua postura, le affiancava i cuscini più candidi e morbidi del salotto e dopo averla guardata con teneri occhi scoppiava il pianto furioso. Mia nonna si graffiava la faccia davanti al volto pallido e sorridente della sua bambola di porcellana, di fronte alla sua eterna espressione infantile, gridava le vocali singhiozzando, si alzava e si sbatteva con violenza sul divano, sulle poltrone e sul tappeto, dimenava gli arti urlava di dolore.[...]"
-Pioggia-
"[...]Il soffitto interrompe la sua pioggia quando alzo la testa. Sento rumori arrivare dalla stanza dalla quale proviene la luce, qualcuno cammina, apre cassetti. Abbasso gli occhi e lo sguardo cade sulla gamba destra. La mia gamba si muove. Compie brevi scatti a intervalli regolari. La fisso a lungo e poi guardo l’altra. La gamba sinistra si comporta allo stesso modo. A piccoli intervalli si scuote…. Sto tremando. Ora che vedo il mio corpo vibrare, mi accorgo di essere consapevole solo in parte.[...]"
... Think Of Me...
Mi sento una cretina… ma forse lo sono… una bambolina cretina che sorride dalla vetrina ai passanti… una bambolina di borchie e trucchi pesanti… rossetti da vera puttana orientale… forse la mia bambola ora si trova in qualche sexy shop o sul letto di qualcuno. Nella testa solo urla ovattate Urla ovattate Si può morire dal dolore. Claudia*
Kerouac wrote
"Per me l'unica gente possibile sono i pazzi, quelli che sono pazzi di vita, pazzi per parlare, pazzi per essere salvati, vogliosi di ogni cosa allo stesso tempo quelli che mai sbadigliano o dicono un luogo comune, ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi artificiali color giallo che esplodono come ragni attraverso le stelle e nel mezzo si vede la luce azzurra dello scoppio centrale e tutti fanno -oooh!-"
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