Sono artemisia non sbocciata
domenica, 26 febbraio 2006:
ORE1956

La mia               era               una malattia.

Mi nascondo con le mani, davanti allo specchio,  poi apro le dita e mi guardo gli occhi che sono lucidi e ubriachi. Sono sempre più vicina a me. Mentre mi ascolti vorrei sapere se un po' mi vuoi bene. Spengo le luci accendo le stelle, voglio sapere se anche tu le vedi e se un po' mi vuoi bene. La mia è una sindrome fobica una malattia dell'amore. Per me deve essere sempre corrisposto, altrimenti impazzisco. Divento cattiva. E finisco per odiare. Solo abbracci negli occhi dei miei interlocutori. Se no impazzisco perchè voglio solo amore. E' la mia malattia, l'ha detto il mio dottore. Me l'ha detto mentre gridavo di dirmi cosa cazzo avevo. Me l'ha detto perchè l'ho obbligato a farlo. Non posso parlare sempre solo io. Mi ha detto di stare calma, mi ha detto che potrei farmi male, mi ha detto che quello che cerco è solo amore corrisposto. CHE SIA SOLO CORRISPOSTO. Quindi adesso tu mi guardi e mi dici se almeno un po' mi vuoi bene.
Perchè devi amarmi, cazzo!
Artemisiabs, 19:03
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domenica, 19 febbraio 2006:
Ore 2205

*KEEP LOOKING AT ME AND TOUCH MY HEART*

C o n t i n u a  a  g u a r d a r m iattraverso quello specchio, c o n t i n u a  a  p e n s a r e  a  m e, anche se non sai come fare, c o n t i n u a  a  g u a r d a r m i, anche se di nascosto, e toccami il cuore con le dita, spingi via la pelle, sposta la carne e toccami il cuore anche - se -  c o n t i n u a - a - b a t t e r e.
  C o n t i n u a  a  g u a r d a r m i, e nascondi i tuoi sguardi io  girerò gli occhi, fingerò altri interessi mentre andrò avanti a pensare a te che mi guardi.  Graffiami il
cuore, c o n t i n u a  a  g r a f f i a r e, affonda le unghie,  c o n t i n u e r à  a  b a t t e r e, fermerò le lacrime con le mie mani, le appoggerò sui miei occhi, mentre mi tocchi il cuore e schiaccerò le pupillle nelle cavità. Mi giro e non ci sei.
C o n t i n u a  a  g u a r d a r m i, forse ti perderai nei miei capelli, nella mia bocca, nelle mie mollette e nelle mie stelle e penserai di poterle
possedere realmente.
C o n t i n u a  a  r i p e t e r e  che sono una pazza,
c o n t i n u a  a  m a n g i a r m i  il cervello come se fosse una torta. E toccami il cuore con le dita. Tastami il cuore con le dita. Squarcia la pelle, sposta la carne e poi ti prego, (continuo a gridare), con le tue dita toccami il cuore.






foto:Claudia*

Artemisiabs, 21:26
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martedì, 14 febbraio 2006:
ORE 1834


Mi ricordo ancora quando bruciavo l'orlo dei miei jeans

e non me ne fregava niente di come fossi vestita,


seduta a terra riuscivo ad essere comoda nel mondo.


Adoro le fresche giornate di primavera,
battere i denti e sentire le mani fredde,

 fumare al sole sotto un cielo di cirri  scrivendo.

Come ora.


Annoiata ascolto


la conversazione di una ragazza che è stufa della sua fender stratocaster.



Da poco mi rendo conto che i Keith Onirika saranno per sempre.




Artemisiabs, 17:42
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mercoledì, 08 febbraio 2006:
1658


Mi piacerebbe sapere cosa cazzo ci fa un forum così inutile, ancora, se lei, tanto non ci pensa nemmeno. O almeno, questo quello che mi viene da pensare. Con la mia testa di cazzo. Con la mia testa che rumoreggia.
Io non lo so più cosa cazzo pensate voi.
Diciamo che non l'ho mai saputo.
Quindi sto qui a orinare la mia insicurezza per colpa vostra.  Permettetemi una domanda. E' così difficile essere semplici? Fare un sorriso di tanto in tanto, visto che non vi ho fatto ancora niente di male....? Non ho mai detto di voler mangiare un pezzo del tuo cervello e vedere se è un po' dolce.
Perchè, pensi di avere un cervello dolce?
So di certo che mi piacerebbe entrare nella vostra testa e sapere cosa pensate, diventare una piccola sadica e spulciarvi il cranio. Tipo come lunedì sera, mentre ero seduta sul pavimento sporco di un posto, ascoltavo un gruppo che suonava musica jazz e sognavo di possedere per me almeno un solo pensiero di ogni persona su cui posavo lo sguardo. Tanti pensieri di tanti sconosciuti scritti con grafie diverse sul mio taccuino.Tra un po' in sala prove... noi tre e basta. E' così che abbiamo iniziato ma in quel periodo non era la cantante quello che desideravamo. Probabilmente eravamo tutti più diversi. Probabilmente ora sono peggiore, anche se io non credo di essere una pessima persona, ma so che per qualcuno lo sono.
Io odio le giornate prima ancora che comincino. Sto lì nel letto a pensare a loroe so che saranno esattamente come le immagino, mentre l'orologio è impaziente di raggiungere, con le lancette nere, la lancetta gialla della sveglia, mentre non vede l'ora di urlare nelle mie orecchie di alzarmi.

Dammi una mattina tranquilla.
Dammi un autobus e un sedile e un finestrino da cui poter guardare fuori la città senza piangere.
Dammi la ragazza che vorrei gridasse mentre suono.


Artemisiabs, 16:04
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domenica, 05 febbraio 2006:

Ore 1733


Quello che mi manca è la semplicità che ho ucciso.
 



ClaudiaSvestitaDaOrgogli


Artemisiabs, 16:39
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venerdì, 03 febbraio 2006:
Ore 2221
LEIMPASSIBILE
(l'ultimo pensiero speso per lei)

Di quel concerto ricordo l'odore della mia maglietta nuova, nera, e le facce serie, e quelle che ridevano. Le spalle che sentivano freddo, prima di salire. E poi il ricordo di pensieri confusi, i mille "perchè deve essere per forza così?" che giravano nella mia testa mentre  guardavo lei, leimpassibile. E ricordo il desiderio di voler essere un'amica e i dubbi su come mi comporto. Posso dirmi ora presente nella sua lista tra conquiste rese illuse e lasciate perdere. Era questa la vera rabbia che portavo dentro e ora che il ridicolo tocca l'apice davanti ai miei occhi, al buio,  non posso che pensare di avere avuto ragione. Questo dovrebbe in realtà portarmi soddisfazione, mentre invece non faccio che domandarmi in cosa ho fallito. Importante. Impotente. Ma le due cose messe a fianco creano enormi paradossi. Era forse la paura di me a bloccarla e renderla impassibile? Ora rimane solo un grande dubbio. Se lei sia o se lei non sia la Leimpassibile che viveva uno spazio di silenzio e apatia tra il rumore e noi. O se è qualcosa che riesce a plasmarsi a seconda delle situazioni, delle persone da cui è circondata.
E in fin dei conti tutto questo non conta più niente.
DI NIENTE.

Artemisiabs, 21:22
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HO SCRITTO SULLA CARTA
-BunnyNurse-(Prologo)
"Mi hanno trovata nel bosco la mattina seguente, l’ombrello era rotto e intorno al mio corpo straziato per quella che era stata l’ultima violenza subita, alberi stridenti di un giardino che urla restituivano al mondo la loro vittima, BunnyNurse. Infilata in un grosso sacco di plastica trasparente e appannato, la mia bocca violacea lacrimava sangue di cera immobile e asciutto, puzzavo di cadavere ma non riuscivo a sentire altro che l’odore di aridi fiori chiusa nel sacco come carne incelofanata, messa sottovouto e al fresco. Cieli violenti quella mattina in cui troppa gente mascherata e armata si accorse di me subito dopo la morte della mia parola e altrettanta disperazione all’ultima vista del mondo nei miei occhi. Indossavo un vestito nero trasparte, usai gli ultimi sforzi rimasti per coprirmi il volto davanti ai loro sguardi giunti nel bosco a bordo di auto luccicanti blu e bianche, tutta quella luce mi entrava dentro e faceva male ai miei occhi morenti. Le braccia scivolarono dalla faccia e da quell’istante l’unica cosa che mi restava da poter muovere non erano che le isteriche pupille appannate dal celofan. Fu in quel momento che ironicamente pensai, dopo tanto soffrire, che per me avevo sempre immaginato una morte dolce, quella musica funerea in sottofondo che accompagna gli ultimi pensieri delle vittime. E invece per me solo luci e sirene spiegate, finchè le iridi non si fermeranno messe in posa per la loro ultima foto, la mia ultima foto sfocata. BunnyNurse canta un Miserere e si dirige ad occhi sbarrati verso il quinto girone del Purgatorio."
-Fumava sigarette-
"[...]Stupore spento. Occhi fissi, seduta sul marciapiede bagnato,occhi fissi, piena zeppa di alcool, occhi fissi, occhi fissi nel vuoto. Vestiti neri, scarponcini bagnati e occhi pieni di tutto quello che le stava davanti, inclinava la testa e apriva un po’ la bocca come se quel vuoto riuscisse davvero a stupirla. Era tornata bambina eppure quel vento le faceva un gran freddo, si passava una mano sulla palpebra di tanto in tanto, mantenendo sempre un’espressione impassibile, attonita, sporca, dimenticata, sola, i suoi capelli erano fili scuri che ondeggiavano nel vento, le solleticavano le guance bianche, pallide, fredde e aveva dimenticato perché si trovava seduta sulla strada, aveva dimenticato di aver corso e di esseresi appena calmata, aveva dimenticato il perché tutte quelle urla e quelle lacrime. Ora era solo seduta.[...]"
-I Profumi di Stella-
"[...]Mi alzai continuando a guardare lei che continuava a guardare me, senza ragione e uno bizzarro silenzio ci separava, non sapevo chi fosse. Era da un po’ che camminavo da solo, due o tre giorni che non avevo una casa, i miei capelli puzzavano io non sapevo chi fosse, ma lei continuava a guardarmi.[...]"
-La Breve Storia Di Una Ragazza Senza Un Occhio-
"[...]Urla. L’altro occhio girava veloce lo sguardo. Urla. Forse voleva morire anche lui. Urla. Intorno i mobili della sua camera divennero rossi e sbiaditi mentre il gatto aveva fatto un salto fulmineo sulla scrivania e lei cominciò a urlare. Urla. Ora sentiva un forte bruciore sotto alla mano premuta sulla cavità dell’occhio. Urla.[...]"
-Caduto Nell'Acqua-
"[...]Quella era la sua bambola e lei non permetteva che nessuno la toccasse. La teneva posta sul divano, seduta con quelle sue gambe rigide di porcellana, mia nonna la cullava di notte accucciata sul tappeto tornava ad essere una bambina, le cantava la ninna nanna della luna che brilla perché è d’argento e porta fortuna, e tutte le volte che la riponeva sul divano le pettinava i boccoli, amorosamente si prendeva cura della sua postura, le affiancava i cuscini più candidi e morbidi del salotto e dopo averla guardata con teneri occhi scoppiava il pianto furioso. Mia nonna si graffiava la faccia davanti al volto pallido e sorridente della sua bambola di porcellana, di fronte alla sua eterna espressione infantile, gridava le vocali singhiozzando, si alzava e si sbatteva con violenza sul divano, sulle poltrone e sul tappeto, dimenava gli arti urlava di dolore.[...]"
-Pioggia-
"[...]Il soffitto interrompe la sua pioggia quando alzo la testa. Sento rumori arrivare dalla stanza dalla quale proviene la luce, qualcuno cammina, apre cassetti. Abbasso gli occhi e lo sguardo cade sulla gamba destra. La mia gamba si muove. Compie brevi scatti a intervalli regolari. La fisso a lungo e poi guardo l’altra. La gamba sinistra si comporta allo stesso modo. A piccoli intervalli si scuote…. Sto tremando. Ora che vedo il mio corpo vibrare, mi accorgo di essere consapevole solo in parte.[...]"
... Think Of Me...
Mi sento una cretina… ma forse lo sono… una bambolina cretina che sorride dalla vetrina ai passanti… una bambolina di borchie e trucchi pesanti… rossetti da vera puttana orientale… forse la mia bambola ora si trova in qualche sexy shop o sul letto di qualcuno. Nella testa solo urla ovattate Urla ovattate Si può morire dal dolore. Claudia*
Kerouac wrote
"Per me l'unica gente possibile sono i pazzi, quelli che sono pazzi di vita, pazzi per parlare, pazzi per essere salvati, vogliosi di ogni cosa allo stesso tempo quelli che mai sbadigliano o dicono un luogo comune, ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi artificiali color giallo che esplodono come ragni attraverso le stelle e nel mezzo si vede la luce azzurra dello scoppio centrale e tutti fanno -oooh!-"
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