Sono artemisia non sbocciata
lunedì, 19 settembre 2005:
Ore 007
(servizi segreti?)

Forse ha ragione lei.
Le Lucky Strike lasciano l'amaro in bocca e io ho bisogno di altro.
Artemisiabs, 23:10
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mercoledì, 14 settembre 2005:
 Ore 2305

                                                                       
Dalle mie parole: "FINISCIMI" di EatMoreColors
Artemisiabs, 22:06
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domenica, 11 settembre 2005:
Ore 322



"ciao buonanotte claudia, ha sempre qualcosa di buono fare due chiacchiere con te"


Grazie Rita....

Artemisiabs, 02:24
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giovedì, 08 settembre 2005:
ORE 2245





Come una luna calante

consumato dalle tenebre
sono impallidite
queste mie labbra.

Cosa posso cantare?
COSA POSSO CANTARE?

Dopo averti persa,
ed eri tu il mio sole.


-Estratto da Last Quarter-
degli Evil Eye.


Testo e immagini di Ai Yazawa*
Artemisiabs, 22:15
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mercoledì, 07 settembre 2005:
                                                                                                    
Ore 2336

  
Ringrazio l'albero monocolo che mi fissa ogni giorno dalla finestra che guarda sul giardino per avermi fatto compagnia in queste mattine, da poco ci siamo conosciute dopo esserci ignorate per un anno intero, lei è piena di cicatrici sulla corteccia (vittima di chissà quale violenza -un giorno mi racconterà le sue storie) e sulla schiena ha tanti minuscoli occhi, ha un solo orecchio posto sulla sua ruvida guancia destra, le ho chiesto di posare per me, ma ho una macchina fotografica che fa schifo, quindi ecco che i miei scatti non rendono  il suo grande occhio e la sua mesta  espressione. Ci siamo guardate a lungo e non ha mai battuto la grande palpebra, entrambe abbiamo trovato un'amica da fissare, ed ecco la mia nuova amica per le mie monotone mattine. Usa rossetti incredibili su quella sua bocca a cui riece con dolcezza a dare forma di cuore, non ama perdere le foglie ma da tempo sa che ricresceranno. Invece io perdo un po'di capelli ogni volta che li lavo e so che dovrei passare dalla mia dottoressa sedermi e raccontarle che dormo poco e fisso il buio per ore. Oppure comprarmi una sgargiante parrucca. Un giorno  chiederò all'albero monocolo un sorriso e so che sarà difficile per lei offrirmelo, quindi devo pensare a un modo cortese per farlo.

La guardavo oggi mentre pioveva e ho pensato che anche senza foglie sarà bellissima.
Troveremo insieme forse un modo per evadere da questo Tutto che ci circonda, per il momento concordiamo sul fatto di aspettare entrambe ansiose le giornate di buio.


...Ecco dimenticavo, ringrazio anche quel gentile meccanico che mi ha stretto il bullone del manubrio ieri mattina pe
rche mi sarei fatta male senza il suo aiuto, grazie ai sorrisi che mi ha regalato perchè in quel momento  sarei scoppiata in lacrime dalla paura davanti alla sua officina.

...E grazie a Chiara per le tisane a base di valeriana.



               -L'ALBERO MONOCOLO-
              
              foto:Claudia*



Artemisiabs, 23:56
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HO SCRITTO SULLA CARTA
-BunnyNurse-(Prologo)
"Mi hanno trovata nel bosco la mattina seguente, l’ombrello era rotto e intorno al mio corpo straziato per quella che era stata l’ultima violenza subita, alberi stridenti di un giardino che urla restituivano al mondo la loro vittima, BunnyNurse. Infilata in un grosso sacco di plastica trasparente e appannato, la mia bocca violacea lacrimava sangue di cera immobile e asciutto, puzzavo di cadavere ma non riuscivo a sentire altro che l’odore di aridi fiori chiusa nel sacco come carne incelofanata, messa sottovouto e al fresco. Cieli violenti quella mattina in cui troppa gente mascherata e armata si accorse di me subito dopo la morte della mia parola e altrettanta disperazione all’ultima vista del mondo nei miei occhi. Indossavo un vestito nero trasparte, usai gli ultimi sforzi rimasti per coprirmi il volto davanti ai loro sguardi giunti nel bosco a bordo di auto luccicanti blu e bianche, tutta quella luce mi entrava dentro e faceva male ai miei occhi morenti. Le braccia scivolarono dalla faccia e da quell’istante l’unica cosa che mi restava da poter muovere non erano che le isteriche pupille appannate dal celofan. Fu in quel momento che ironicamente pensai, dopo tanto soffrire, che per me avevo sempre immaginato una morte dolce, quella musica funerea in sottofondo che accompagna gli ultimi pensieri delle vittime. E invece per me solo luci e sirene spiegate, finchè le iridi non si fermeranno messe in posa per la loro ultima foto, la mia ultima foto sfocata. BunnyNurse canta un Miserere e si dirige ad occhi sbarrati verso il quinto girone del Purgatorio."
-Fumava sigarette-
"[...]Stupore spento. Occhi fissi, seduta sul marciapiede bagnato,occhi fissi, piena zeppa di alcool, occhi fissi, occhi fissi nel vuoto. Vestiti neri, scarponcini bagnati e occhi pieni di tutto quello che le stava davanti, inclinava la testa e apriva un po’ la bocca come se quel vuoto riuscisse davvero a stupirla. Era tornata bambina eppure quel vento le faceva un gran freddo, si passava una mano sulla palpebra di tanto in tanto, mantenendo sempre un’espressione impassibile, attonita, sporca, dimenticata, sola, i suoi capelli erano fili scuri che ondeggiavano nel vento, le solleticavano le guance bianche, pallide, fredde e aveva dimenticato perché si trovava seduta sulla strada, aveva dimenticato di aver corso e di esseresi appena calmata, aveva dimenticato il perché tutte quelle urla e quelle lacrime. Ora era solo seduta.[...]"
-I Profumi di Stella-
"[...]Mi alzai continuando a guardare lei che continuava a guardare me, senza ragione e uno bizzarro silenzio ci separava, non sapevo chi fosse. Era da un po’ che camminavo da solo, due o tre giorni che non avevo una casa, i miei capelli puzzavano io non sapevo chi fosse, ma lei continuava a guardarmi.[...]"
-La Breve Storia Di Una Ragazza Senza Un Occhio-
"[...]Urla. L’altro occhio girava veloce lo sguardo. Urla. Forse voleva morire anche lui. Urla. Intorno i mobili della sua camera divennero rossi e sbiaditi mentre il gatto aveva fatto un salto fulmineo sulla scrivania e lei cominciò a urlare. Urla. Ora sentiva un forte bruciore sotto alla mano premuta sulla cavità dell’occhio. Urla.[...]"
-Caduto Nell'Acqua-
"[...]Quella era la sua bambola e lei non permetteva che nessuno la toccasse. La teneva posta sul divano, seduta con quelle sue gambe rigide di porcellana, mia nonna la cullava di notte accucciata sul tappeto tornava ad essere una bambina, le cantava la ninna nanna della luna che brilla perché è d’argento e porta fortuna, e tutte le volte che la riponeva sul divano le pettinava i boccoli, amorosamente si prendeva cura della sua postura, le affiancava i cuscini più candidi e morbidi del salotto e dopo averla guardata con teneri occhi scoppiava il pianto furioso. Mia nonna si graffiava la faccia davanti al volto pallido e sorridente della sua bambola di porcellana, di fronte alla sua eterna espressione infantile, gridava le vocali singhiozzando, si alzava e si sbatteva con violenza sul divano, sulle poltrone e sul tappeto, dimenava gli arti urlava di dolore.[...]"
-Pioggia-
"[...]Il soffitto interrompe la sua pioggia quando alzo la testa. Sento rumori arrivare dalla stanza dalla quale proviene la luce, qualcuno cammina, apre cassetti. Abbasso gli occhi e lo sguardo cade sulla gamba destra. La mia gamba si muove. Compie brevi scatti a intervalli regolari. La fisso a lungo e poi guardo l’altra. La gamba sinistra si comporta allo stesso modo. A piccoli intervalli si scuote…. Sto tremando. Ora che vedo il mio corpo vibrare, mi accorgo di essere consapevole solo in parte.[...]"
... Think Of Me...
Mi sento una cretina… ma forse lo sono… una bambolina cretina che sorride dalla vetrina ai passanti… una bambolina di borchie e trucchi pesanti… rossetti da vera puttana orientale… forse la mia bambola ora si trova in qualche sexy shop o sul letto di qualcuno. Nella testa solo urla ovattate Urla ovattate Si può morire dal dolore. Claudia*
Kerouac wrote
"Per me l'unica gente possibile sono i pazzi, quelli che sono pazzi di vita, pazzi per parlare, pazzi per essere salvati, vogliosi di ogni cosa allo stesso tempo quelli che mai sbadigliano o dicono un luogo comune, ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi artificiali color giallo che esplodono come ragni attraverso le stelle e nel mezzo si vede la luce azzurra dello scoppio centrale e tutti fanno -oooh!-"
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