Sono artemisia non sbocciata
martedì, 23 agosto 2005:
ORE 158


Ho acceso tanti piccoli cuori, le loro fiammelle ballavano mentre scrivevo al buio ed erano come i resti infuocati del mio.
Esco e mi ritrovo davanti al banco frigo di un supermercato vestita di poco sentendo freddo e guardando formaggi con lo stesso sguardo alienato che probabilmente assumo in ogni situazione e la luce mi infastidisce, fumo sigarette che non avrei mai acceso in altre circostanze ma riempirmi è indispensabile. E le mie parole, quelle pronunciate, sono assai fragili, io  mi sveglio e non riesco più ad addormentarmi e fisso il vuoto e niente più sogni.

Guardo la notte dai buchi della tapparella abbassata e sto sevglia perchè vivere queste ore è un lusso per me.
Ho BunnyNurse nella testa ultimamente, lei ha sofferto e vuole far soffrire ma forse poi solo alla fine scoprirà l'amore. Mi intrometto nei miei racconti è l'unica cosa per cui non mi sento strana o a disagio. Però temo di impazzire sul serio.

Allora torno a casa e mi stupisco guardando i miei occhi allo specchio perchè probabilmente è il mio sguardo assente ad allontanare le persone da me. Sono i miei occhi forse.

E poi stavo solo in piedi davanti al mio armadio di plastica a guardare la polvere e sorridevo.

Non ditemi che sono triste in realtà non lo sono, sembro complicata, intrattabile ma non è così è solo che a pochi interessa davvero saperlo.

Ed è come trovarmi chiusa in una bolla di sapone, consapevole che presto la bolla scoppierà svanendo in centinaia di piccole lacrime che mi cadranno addosso bagnandomi.

Se vi capita leggete una poesia di Bukowski si chiama LA CASA.

In realtà i conigli che popolano la mia testa non sono che persone umane sole che soffrono.



Artemisiabs, 01:08
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mercoledì, 17 agosto 2005:
ORE 403
Ciao.
Sì a te che stai leggendo, ciao.
Chiunque tu sia, ciao.
Saluto, dal momento che non l'ho mai fatto, e siccome vedo che ora qualcuno legge il mio blog... cerco di essere più educata.
Oggi ho scoperto che non sono pazza. E volevo condividerlo con tutti voi che leggete... si sta meglio rendendosi conto di non essere pazzi, perchè io pensavo di esserlo fino a qualche momento fa. No, io non sono pazza, sono solo diversa da tutti voi. E ognuno di voi è diverso da me ... e, sapete, lo siete anche tra di voi. Questo non fa di me una pazza.
Bene.
Questa è una giornata di grandi scoperte.

Sapete, quando pensavo di essere pazza, credevo di essere emarginata da tutto e da tutti, ogni faccia era ostile per me. Ora che so di non essere pazza non mi interessa niente di quello che si dice o si pensa di me. E questo mi dà soddisfazione, perchè è brutto sentirsi esclusi. Pensavo di essere pazza, e invece sono solo diversa, un po' presutuosa forse perchè credo di essere migliore di tutte le vocine che parlano alle mie spalle.

E sono felice.
Felice di essere in pace con me stessa, felice di non sentirmi sporca e di essere consapevole di attraversare un periodo difficile, e felice di pensare che se ne uscirò viva e vegeta sarà solo grazie a me e basta.

Leggerò ogni vostro commento ma sappiate che.... come diceva il grande Bukowski, IN GENERALE ACCETTO SENZA PROBLEMI LE CHIACCHIERE DI TUTTI E SENZA PROBLEMI LE LASCIO PERDERE.

Un bacio a tutti voi!

Artemisiabs, 03:07
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lunedì, 15 agosto 2005:
Ore 353

[... esattamente un anno fa... ]
Ospedale Policlinico di Milano.
Giorno 15 agosto 2004.
Ore 4.30
Seduta su una sedia arancione aspetto.

Ore 9.00
Ancora all'ospedale, più precisamente al pronto soccorso, seduta ancora su una sedia arancione scrivo per sentirmi sveglia, perchè credo che potrei addormentarmi da un momento all'altro così, seduta.
Ho mal di testa e spero che Chiara chieda cosa deve fare o cosa deve prendere quando si sentirà ancora così. Mi fa male sapere che sta male.
Male, male, male, mi chiedo quando perderà di significato questa parola. Ma ho le palpebre pesanti e questo ferragosto è già cominciato da un pezzo.
Vorrei che queste vacanze fossero interminabili e avrei voluto non scriverlo, non ammetterlo, ma accettarlo, affrontare tutto quello che mi si presenterà di fronte con... coraggio?
Ma io non sono coraggiosa, sono molto più brava ad aver paura e fuggire e cazzo quanto mi odio quando faccio la moralista con me stessa. Devo avere qualche serio problema io.
E adesso sembra quasi che io non abbia più sonno. Sembra quasi come se mi stessi svegliando proprio in questo momento, come se in realtà io avessi dormito durante tutto questo tempo trascorso su questa sedia arancione. E così che è andata? No. Cerco solo di farmi forza ed è patetico.
In questo momento mi sembra solo di sapere che il tempo passa e sono già quasi le nove e mezza ma forse non è questo il vero problema. Il reale problema consiste forse nel fatto che assieme a queste ore, a questi minuti, a questi attimi, passano anche i giorni e le settimane e io sono qui e sono ferma, immobile quasi (se non fosse perchè sto scrivendo...) su questa sedia arancione dell'ospedale Policlinico di Milano senza sapere cosa vorrei veramente, senza sentire il benchè minimo stimolo che mi aiuti a cambiare qualcosa in questa vita. Io resto apatica e affronto tutto nella maniera più passiva che ci sia.
E poi c'è questo mio scrivere a caso, forse senza senso, quel senza senso a cui una volta credevo, quel senza senso che in realtà all'inizio un senso lo aveva, mi aiutava a passare simili momenti di attesa, mi lasciava scaricare tutta la tristezza che mi porto dentro e aveva ragione il mio professore Guido Pellegrini quando diceva che i silenzi sono importanti perchè l'importanza dei silenzi è racchiusa nel punto. Il punto è il silenzio e fa sì che prima di esso ci sia qualcosa. "Fa sì che prima di quel silenzio, che prima di quel punto ci sia sempre qualcosa". Una lezione di vita mista alla grammatica.

Ora dimettono Chiara credo le stiano finalmente togliendo le flebo.
Mi chiedo se riuscirò a dormire una volta tornata a casa. Non so sinceramente cosa sia meglio, forse il meglio è un sostantivo che poco si addice a tutta questa vita.

E... ahm.... a proposito.....

Buon ferragosto...

Artemisiabs, 02:56
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sabato, 13 agosto 2005:
Ore 1657

Stamattina ho bevuto valeriana e lacrime.
Artemisiabs, 15:59
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sabato, 13 agosto 2005:
ORE 543

CAPITOLO VI
Oh, piccolo principe, ho capito a poco a poco la tua piccola vita malinconica. Per molto tempo tu non avevi avuto per distrazione che la dolcezza dei tramonti. Ho appreso questo nuovo particolare il quarto giorno, al mattino, quando mi hai detto:
- Mi piacciono tanto i tramonti. Andiamo a vedere un tramonto...
- Ma bisogna aspettare...
- Aspettare che?
- Che il sole tramonti...
D'apprima hai avuto un'aria molto sorpresa, e poi hai riso di te stesso e hai detto:
- Mi credo sempre a casa mia!...
Infatti. Quando negli Stati Uniti é mezzogiorno tutto il mondo sa che il sole tramonta sulla Francia. Basterebbe poter andare in Francia in un minuto per assistere al tramonto. Sfortunatamente la Francia è troppo lontana. Ma sul tuo piccolo pianeta ti bastava spostare la tua sedia di qualche passo. E guardavi il crepuscolo tutte le volte che lo volevi...
- Un giorno ho visto il sole tramontare quarantatrè volte!
E più tardi hai soggiunto:
- Sai... quando si è molto tristi si amano i tramonti...
- Il giorno delle quarantatrè volte eri molto triste?
Ma il piccolo principe non rispose.

     
(Da il piccolo principe di A. De Saint Exupèry)
Artemisiabs, 04:55
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mercoledì, 10 agosto 2005:
Ore 2132

[L'ultima poesia uscita dai miei scritti di carta]


FINISCIMI

Finiscimi.
Gli avevo detto FINISCIMI FINISCIMI prima che la vita faccia di me
quello che entrambi non vorremmo che io sia.
Finiscimi
ora
mentre stai a guardarmi e ansimi  freddo
mentre fissandomi punti quell'arma con solenne sicurezza nella mia bocca.
E mentre tremo,
ansimo anch'io con te e i nostri convulsi respiri si uniscono.
Finiscimi adesso che i miei occhi  sbarrati sono invasi di sangue
ora che si gettano nei tuoi di ghiaccio, restituendo a entrambi lacrime e paura.
E' una pistola quella che sento puntata nella mia bocca aperta,
la mia lingua non ha mai provato sapore più freddo
me la schiaccia e quasi mi trapassa il palato
due buchi neri si guardano e il vuoto in ognuno di essi,
e so quello che farai,
quello che farai sarà solo spingere, spingere quel cazzo di grilletto.
E FINIRMI.
Per me
ora
suona solo una canzone,
ELECTRIC FUNERAL,
per questo evento mi hai vestita di sangue e legata,
con un mantello di edera mi hai coperta
accarezzandomi prima di aprirmi la bocca
e ora le mie labbra aperte sorridono con una rivoltella infilata
quasi nella gola.

E ora,
e ora FINISCIMI.

Claudia*
Artemisiabs, 20:34
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martedì, 09 agosto 2005:




Ore 542

Mentre perdo tempo dietro a questo blog, due matte dietro di me continuano a ridere e cercare pedalini e chitarre su mercatino musicale...

Ecco la nostra estate tra internet e sala prove... e anche quest'anno niente tintarella.

Volevo scrivere solo che

Siete il mio mondo, incontrare voi...  è stata una fortuna sfacciata, con superbia dico che se mi vedessi dal fuori penso mi invidierei da morire, ed è fantastico avere le vostre voci nelle orecchie, sentirvi dire cazzate e cantare.
E dopo questa sviolinta... chiudo.





Artemisiabs, 04:45
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lunedì, 08 agosto 2005:
Ore 1430
Momentaneamente incastrata nella rete ho cabiato i colori e il risultato è penoso. Ho dormito poco e tra non molto in sala prove. A metà strada tra un blogger e un poeta mi chiedo se raccontare una giornata o scrivere una poesia.
 
Stamattina mi sono svegliata quasi inespressiva, ho guardato il cielo arricciando il naso e ho pensato di restare ferma davanti al sole, mi sono seduta a terra e ho fissato per lunghi attimi l'aria fatta di bianche stelline danzanti e ho smesso magicamente di pensare, in quel momento il tempo si è fermato niente si è mosso e mi sono accorta inespressiva  che anch'io immobile aspetto.
Poi un pizzico. E una zanzara entrata nel sogno mi ha svegliata.
 

Artemisiabs, 13:54
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domenica, 07 agosto 2005:

keith onirika


ORE 1818

E così un’altra sera, un’altra sera e potrei ripeterlo ancora se solo lo volessi davvero, potrei chiudere la finestra e riaprirla e respirare il caldo.

Tornerebbe inutile.

E' tornata e ancora non so che farmene. Sarebbe una cosa stupida descrivere tutto il non senso che ho addosso, mi viene solo da pensare che molte persone non le ho più riviste e subito dopo rifletto Era questo il destino scelto, un triste paradosso che non ha senso e dopo tutto i paradossi non hanno mai senso.




Artemisiabs, 17:19
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mercoledì, 03 agosto 2005:
ORE 648
Io non sono normale o vogliono farmi credere che non lo sia?
Artemisiabs, 05:49
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HO SCRITTO SULLA CARTA
-BunnyNurse-(Prologo)
"Mi hanno trovata nel bosco la mattina seguente, l’ombrello era rotto e intorno al mio corpo straziato per quella che era stata l’ultima violenza subita, alberi stridenti di un giardino che urla restituivano al mondo la loro vittima, BunnyNurse. Infilata in un grosso sacco di plastica trasparente e appannato, la mia bocca violacea lacrimava sangue di cera immobile e asciutto, puzzavo di cadavere ma non riuscivo a sentire altro che l’odore di aridi fiori chiusa nel sacco come carne incelofanata, messa sottovouto e al fresco. Cieli violenti quella mattina in cui troppa gente mascherata e armata si accorse di me subito dopo la morte della mia parola e altrettanta disperazione all’ultima vista del mondo nei miei occhi. Indossavo un vestito nero trasparte, usai gli ultimi sforzi rimasti per coprirmi il volto davanti ai loro sguardi giunti nel bosco a bordo di auto luccicanti blu e bianche, tutta quella luce mi entrava dentro e faceva male ai miei occhi morenti. Le braccia scivolarono dalla faccia e da quell’istante l’unica cosa che mi restava da poter muovere non erano che le isteriche pupille appannate dal celofan. Fu in quel momento che ironicamente pensai, dopo tanto soffrire, che per me avevo sempre immaginato una morte dolce, quella musica funerea in sottofondo che accompagna gli ultimi pensieri delle vittime. E invece per me solo luci e sirene spiegate, finchè le iridi non si fermeranno messe in posa per la loro ultima foto, la mia ultima foto sfocata. BunnyNurse canta un Miserere e si dirige ad occhi sbarrati verso il quinto girone del Purgatorio."
-Fumava sigarette-
"[...]Stupore spento. Occhi fissi, seduta sul marciapiede bagnato,occhi fissi, piena zeppa di alcool, occhi fissi, occhi fissi nel vuoto. Vestiti neri, scarponcini bagnati e occhi pieni di tutto quello che le stava davanti, inclinava la testa e apriva un po’ la bocca come se quel vuoto riuscisse davvero a stupirla. Era tornata bambina eppure quel vento le faceva un gran freddo, si passava una mano sulla palpebra di tanto in tanto, mantenendo sempre un’espressione impassibile, attonita, sporca, dimenticata, sola, i suoi capelli erano fili scuri che ondeggiavano nel vento, le solleticavano le guance bianche, pallide, fredde e aveva dimenticato perché si trovava seduta sulla strada, aveva dimenticato di aver corso e di esseresi appena calmata, aveva dimenticato il perché tutte quelle urla e quelle lacrime. Ora era solo seduta.[...]"
-I Profumi di Stella-
"[...]Mi alzai continuando a guardare lei che continuava a guardare me, senza ragione e uno bizzarro silenzio ci separava, non sapevo chi fosse. Era da un po’ che camminavo da solo, due o tre giorni che non avevo una casa, i miei capelli puzzavano io non sapevo chi fosse, ma lei continuava a guardarmi.[...]"
-La Breve Storia Di Una Ragazza Senza Un Occhio-
"[...]Urla. L’altro occhio girava veloce lo sguardo. Urla. Forse voleva morire anche lui. Urla. Intorno i mobili della sua camera divennero rossi e sbiaditi mentre il gatto aveva fatto un salto fulmineo sulla scrivania e lei cominciò a urlare. Urla. Ora sentiva un forte bruciore sotto alla mano premuta sulla cavità dell’occhio. Urla.[...]"
-Caduto Nell'Acqua-
"[...]Quella era la sua bambola e lei non permetteva che nessuno la toccasse. La teneva posta sul divano, seduta con quelle sue gambe rigide di porcellana, mia nonna la cullava di notte accucciata sul tappeto tornava ad essere una bambina, le cantava la ninna nanna della luna che brilla perché è d’argento e porta fortuna, e tutte le volte che la riponeva sul divano le pettinava i boccoli, amorosamente si prendeva cura della sua postura, le affiancava i cuscini più candidi e morbidi del salotto e dopo averla guardata con teneri occhi scoppiava il pianto furioso. Mia nonna si graffiava la faccia davanti al volto pallido e sorridente della sua bambola di porcellana, di fronte alla sua eterna espressione infantile, gridava le vocali singhiozzando, si alzava e si sbatteva con violenza sul divano, sulle poltrone e sul tappeto, dimenava gli arti urlava di dolore.[...]"
-Pioggia-
"[...]Il soffitto interrompe la sua pioggia quando alzo la testa. Sento rumori arrivare dalla stanza dalla quale proviene la luce, qualcuno cammina, apre cassetti. Abbasso gli occhi e lo sguardo cade sulla gamba destra. La mia gamba si muove. Compie brevi scatti a intervalli regolari. La fisso a lungo e poi guardo l’altra. La gamba sinistra si comporta allo stesso modo. A piccoli intervalli si scuote…. Sto tremando. Ora che vedo il mio corpo vibrare, mi accorgo di essere consapevole solo in parte.[...]"
... Think Of Me...
Mi sento una cretina… ma forse lo sono… una bambolina cretina che sorride dalla vetrina ai passanti… una bambolina di borchie e trucchi pesanti… rossetti da vera puttana orientale… forse la mia bambola ora si trova in qualche sexy shop o sul letto di qualcuno. Nella testa solo urla ovattate Urla ovattate Si può morire dal dolore. Claudia*
Kerouac wrote
"Per me l'unica gente possibile sono i pazzi, quelli che sono pazzi di vita, pazzi per parlare, pazzi per essere salvati, vogliosi di ogni cosa allo stesso tempo quelli che mai sbadigliano o dicono un luogo comune, ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi artificiali color giallo che esplodono come ragni attraverso le stelle e nel mezzo si vede la luce azzurra dello scoppio centrale e tutti fanno -oooh!-"
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