Sono artemisia non sbocciata
sabato, 30 luglio 2005:
ORE146

Mi costringo a tirare fuori qualcosa,

per
ricordare
a
me
stessa
che
non
sono
vuota.

Artemisiabs, 00:47
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mercoledì, 27 luglio 2005:
ORE 319
[... da una mail inviata a ***]


 
"Cara ***,
è notte, ora guardo l'orologio e sono le tre meno un
quarto, mi domando chissà nel***che ore sono,
e allora chiudo gli occhi.
Sono un po' giù di morale, è uno di quei momenti in
cui cerchi un amico, ma io non ho amici allora spero
non ti dispiaccia se ho scelto di scriverti una mail,
anche se so che non mi risponderai, anche se so che è
un po' come scrivere al nulla. Almeno è un nulla che
prima o poi leggerà.
Non so neanche di preciso cosa scrivere, visto che non
sono brava ad aprirmi... ed è forse per questo che non ho
neanche un amico. No,  non mi sto
lamentando sto solo facendo una piccola resa dei conti
e quello che ne viene fuori è questo, solo un dato di fatto,
ma non voglio affatto che la situazione cambi.
Solitamente non ho l'intraprendenza di cambiare le cose,
perchè il mutare mi ha
sempre sconvolta, almeno quello brusco, e direi che tutto
sommato il problema non è costitiuto dagli amici che non ho o che
non sono stata capace di tenermi stretta o ai quali
non ho mostrato la mia amicizia in cambio della loro.
Il fatto è che mi ero sdraiata a letto e continuavo a
pensare a persone e situazioni vissute e immaginarie
che mi fanno soffrire, a momenti in cui vorrei
emergere e far sentire al mondo che valgo, e dal
momento che subito dopo mi rendo conto di non sapere
neanche io chi realmente sono, ho pensato di
ribattezzarmi col nome di un fiore amaro, sognando di
essere forte. Di gridare alla gente. Un po' come si
faceva in macchina con le canzoni, urlare la rabbia,
questa è una cosa che non faccio mai, perchè io sono
pacata e non penso subito. Non penso subito a cose del
tipo quale potrebbe essere la parola giusta o la frase
adatta... io ho bisogni di tempo un lungo tempo per
poi accorgermi che è troppo tardi.
Troppo tardi per tirare fuori me stessa.
Allora resto nella terra, nella terra di questo
giardino che ha cominciato a farmi una gran paura. Qui
sotto io studio, ce la metto tutta, e a volte è
difficile capire, non sono una che si applica a fondo
nelle cose in cui crede, sono sempre stata pigra e
apatica. Basterebbe dare un'occhiata a tutti quei
fogli bianchi che danno vita al mio nichilismo. Non so
di preciso come ma lo faccio nella speranza di poter
sbocciare, di poter sbocciare senza vergogna.

Stacco gli occhi per un istante da queste lettere e
sorrido.

Ora ogni tentativo stona quindi accendo la luce e
aspetto.
Buona notte.

Claudia*"
 






 

ORE 2338
La mia reazione è stata: spavento. Eppure continuo a credere che non avrei dovuto stupirmi, conosco internet e so quanto può essere fredda, ma ne sono rimasta di nuovo colpita, come le prime volte in cui mi arenavo in spazi simili, quindi ho spento la luce e ho pensato alla cattiveria e poi ho deciso di restare fuori da tutto quel parlare, domandandomi, perchè stare male?
male, male male, 
essere colpiti fa sempre, sempre male, anche se si sta in silenzio, pur non essendo il bersaglio diretto.
 Ora che ci penso
ci sono tantissime cose che non mi riguardano ma che riescono ugualmente a ferirmi.

Sono sempre stata troppo sensibile.


 
Artemisiabs, 22:39
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martedì, 26 luglio 2005:

ORE 115

Ci sono sigarette che non spegnerei mai. Vorrei che fossero interminabili e continuerei a fumarle, riempiendomi e ascoltando musica. Ho bisogno di qualcosa di forte, sento che ho bisogno di pareti che ruotano intorno alla mia vita, di qualsiasi altarazione e di quel lieve, fastidioso stare male, o forse ho solo voglia di perdermi, perdermi nel suono continuo di un violino.

 

Forse voglio semplicemente una sigaretta.
Artemisiabs, 00:15
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domenica, 24 luglio 2005:
ORE 1939

One Dimensional Man  in me è bastato schiacciare un tasto.

Ieri ho scritto una poesia ascoltando Electric Funeral e poi l'ho colorata di nero e giallo.

Dice:  FINISCIMI, FINISCIMI.

Avevo spento la musica e mi ero accorta che se mi sdraiavo potevo sentire il mondo girare, allora ho deciso di non alzarmi per un po' immaginando la superficie tonda nello spazio muoversi lentamente.

Era pomeriggio quando mi sono svegliata. Ma forse sto ancora dormendo.


Artemisiabs, 18:41
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sabato, 23 luglio 2005:
ORE 044

Potevo sentire tutti i colori attaccati sulla mia pelle e se solo avessi aperto gli occhi tutto quel fumo si sarebbe dissolto, la luce mi sarebbe entrata dentro, ma ho continuato a tenere gli occhi chiusi tutto il tempo, trattenendo l’acqua che ne sarebbe uscita.

 Era inevitabile, presto sarebbe giunto il momento di riaprirli. E allora ecco che non ricordo più chi sono e perché scrivo. Non ricordo quale dei sentimenti in lotta dentro di me continua a farmi soffrire, non mi ricordo perché e quando ho cominciato a non capire e non sapere come comportarmi se non da stupida.  Dentro la linea di un basso distorto che mi vibra in ogni dove, perché non lo so più cosa devo essere,essere, essere, se un filo d’erba o un moscerino o rabbia. O cosa sono. Cosa sono, proprio non me lo ricordo.

 Soffro di crisi d’identità e rischio di essere forse chi non vorrei.

ESSERE.
Artemisiabs, 23:39
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giovedì, 21 luglio 2005:
ORE 307

[... una poesia dai miei scritti di carta...]

Sono un fiore.

Sono l’artemisia selvatica

Che smette di crescere.

Che non riesce a fiorire.

Perché ho paura di diffondere il mio odore amaro nell’aria.

 

Il mio seme è ora piantato nella terra.

Io sento solo l’eco della pioggia che cade.

Tutto il resto lo immagino coi miei occhi di fiore non sbocciato.

 

Prego

Perché quello che credo di vedere non sia come il reale.

 

Resto nella terra.

 

Sarebbe doloroso competere con gli altri fiori del giardino.

 





Artemisiabs, 02:09
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mercoledì, 20 luglio 2005:
ORE 1753
Questo è uno di quei giorni in cui mi piacerebbe  piovesse per guardare intorno l'aria arancione e respirare l'odore della terra bagnata.
Uno di quei giorni in cui mi ritrovo ad ascoltare i miei silenzi e nuoto nel vuoto che ho dentro da parecchio tempo. Vorrei poter stabilire anche io la durata delle mie preoccupazioni, dare una data a tutto il soffrire, ma non lo faccio mi recherebbe troppa angoscia. Quindi la mia sola via di fuga è il lamento. E così intorno a me diventa tutto fastidio e io mi trasformo in una piccola masochista.
E' così che mi torturo ogni giorno.

Ogni giorno.

Anche in questo, questo giorno che sarebbe perfetto per un cielo color arancio e una pioggia che profuma il mio mondo di terra.

Continuo.

.... continuo.

ORE 2140
Mi spiace.

Mi spiace perchè avevi ragione tu.

Mi spiace perchè il mondo in realtà è meraviglioso (basterebbe guardare bene il cielo) e in fondo ciò che lo guasta non so cosa sia veramente.

Mi spiace, questo tutto che ci circonda poteva essere migliore e con esso anche io potevo esserlo.

Ma guardo fuori dal finestrino della macchina, prati e cieli in fuga e una lacrima che si asciuga sulla mia guancia brilla ancora, così penso che stranamente ogni giorno nella mia vita vedo una stella.

E torno dolce.
Artemisiabs, 16:54
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martedì, 19 luglio 2005:

ORE 1850
Cristo... !!!! ho gli occhi pesanti.  No, non era una visione... solo un'esclamazione, mi bruciano anche. Conto i fastidi di questo momento, mi domando quando riuscirò a inquadrare la vera me, vorrei la stabilità per questo mio essere lunatico e in squilibrio  ci penso soprattutto a letto, il vero momento in cui la resa dei conti mi spiattella davanti la malferma natura che mi compone. E vorrei non toccare i sentimenti degli altri (se per caso qualcuno si sentisse toccato dalle innumerevoli cazzate che dico). Ahahaha. Rido dentro. E poi ho degli occhi pesanti e forse anche rossi che se dovessi pensare di ridere anche fuori, mmm solo ghigni in grado di non trasmettere la vera ragione di questa insolita allegria... che non è allegria... che in realtà non è proprio nulla. E' nulla. Mi sono usciti dei brufoli.... la sintesi delle mie ultime serate a base di rum, e quando bevo non faccio che pensare di essere stata un pirata in un'altra vita, mi piace pensarlo. Quindici uomini sulla cassa del morto e una bottiglia di rum. Il mio fegato implora acqua calda per le prime ore della giornata, vorrei guardarmi dentro e sapere se è tutto ok.... insomma, parecchie paranoie, per chi non l'avesse capito [forti dubbi].

Le mie parole intrappolate in un piccolo reality show sito nella fredda rete di internet.
Ci sono cascata anche io, ma non mi stupisce, non ho molto carattere, in questo genere di cose.

Claudia*


Artemisiabs, 17:58
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lunedì, 18 luglio 2005:
Ore  445

mi sono accorta che l'orologio di questo cazzo di blog non funziona come un orologio... va per i cazzi suoi e non credo che cercherò di metterlo a posto. Penso che sia più giusto fare in modo che lui resti nell'illusione di compiere un buon lavoro. E così ho trovato un modo per fottere il tempo. Ma.... solo in questo inutile spazio.
(e poi ok... non sono capace di fare niente)

Sto diventando una di quelle ragazzine da blog che si raccontano su internet. Ricordo che una volta detestavo questa cosa... ora la trovo dolce.
Ho il vuoto dentro, cazzo.
Cazzo. Solo le mie stronzate per persone di passaggio.

Ho trascorso tutto il pomeriggio pensando a qualcosa da scrivere, non sarò mai una vera scrittrice. Adesso posso aspettare l'alba e sporcarla come voglio io, non durerà molto quindi me la godo. E' una cosa che quasi mi impongo di fare, perchè so quanto sia dura permettersi di vivere l'intera notte. So che rimpiangerò questi momenti, vivo legata al passato e tutto quello di cui mi lamento ora, più avanti non sarà che un motivo nostalgico.

Basta mi stacco.

Claudia*
Artemisiabs, 03:48
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domenica, 17 luglio 2005:
Ho letto e ascoltato cose che mi sono rimaste dentro.
Avevo la testa leggera e barcollavo ridendo,
ma non sapevo che il mio essere fragile fosse così comico agli occhi degli altri,
  le loro risa erano applausi per me,
e mentre ero contenta,
dentro me un pianto sommesso.
Cado e mi rendo conto di essere ridicola.
Ma sorrido, chiudo gli occhi e dormo.


Ore 2356


Quel giorno mi chiese se avessi voluto leggere il suo quaderno.
Le risposi di sì.
Me lo porse abbassando gli occhi, la copertina era piena di fiori, aprii e guardai tutte le pagine e ognuna di essa era bianca, avevo tra le mani un quaderno mai scritto.
"Ma è vuoto!" esclamai spostando lo sguardo dal quaderno al suo volto.
Lei mi guardò per un istante.
E poi abbassò di nuovo gli occhi.

Alice è chiusa in una boccetta e naviga nelle sue lacrime.

Dal mio niente.
Di niente.

Claudia*




Artemisiabs, 15:46
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HO SCRITTO SULLA CARTA
-BunnyNurse-(Prologo)
"Mi hanno trovata nel bosco la mattina seguente, l’ombrello era rotto e intorno al mio corpo straziato per quella che era stata l’ultima violenza subita, alberi stridenti di un giardino che urla restituivano al mondo la loro vittima, BunnyNurse. Infilata in un grosso sacco di plastica trasparente e appannato, la mia bocca violacea lacrimava sangue di cera immobile e asciutto, puzzavo di cadavere ma non riuscivo a sentire altro che l’odore di aridi fiori chiusa nel sacco come carne incelofanata, messa sottovouto e al fresco. Cieli violenti quella mattina in cui troppa gente mascherata e armata si accorse di me subito dopo la morte della mia parola e altrettanta disperazione all’ultima vista del mondo nei miei occhi. Indossavo un vestito nero trasparte, usai gli ultimi sforzi rimasti per coprirmi il volto davanti ai loro sguardi giunti nel bosco a bordo di auto luccicanti blu e bianche, tutta quella luce mi entrava dentro e faceva male ai miei occhi morenti. Le braccia scivolarono dalla faccia e da quell’istante l’unica cosa che mi restava da poter muovere non erano che le isteriche pupille appannate dal celofan. Fu in quel momento che ironicamente pensai, dopo tanto soffrire, che per me avevo sempre immaginato una morte dolce, quella musica funerea in sottofondo che accompagna gli ultimi pensieri delle vittime. E invece per me solo luci e sirene spiegate, finchè le iridi non si fermeranno messe in posa per la loro ultima foto, la mia ultima foto sfocata. BunnyNurse canta un Miserere e si dirige ad occhi sbarrati verso il quinto girone del Purgatorio."
-Fumava sigarette-
"[...]Stupore spento. Occhi fissi, seduta sul marciapiede bagnato,occhi fissi, piena zeppa di alcool, occhi fissi, occhi fissi nel vuoto. Vestiti neri, scarponcini bagnati e occhi pieni di tutto quello che le stava davanti, inclinava la testa e apriva un po’ la bocca come se quel vuoto riuscisse davvero a stupirla. Era tornata bambina eppure quel vento le faceva un gran freddo, si passava una mano sulla palpebra di tanto in tanto, mantenendo sempre un’espressione impassibile, attonita, sporca, dimenticata, sola, i suoi capelli erano fili scuri che ondeggiavano nel vento, le solleticavano le guance bianche, pallide, fredde e aveva dimenticato perché si trovava seduta sulla strada, aveva dimenticato di aver corso e di esseresi appena calmata, aveva dimenticato il perché tutte quelle urla e quelle lacrime. Ora era solo seduta.[...]"
-I Profumi di Stella-
"[...]Mi alzai continuando a guardare lei che continuava a guardare me, senza ragione e uno bizzarro silenzio ci separava, non sapevo chi fosse. Era da un po’ che camminavo da solo, due o tre giorni che non avevo una casa, i miei capelli puzzavano io non sapevo chi fosse, ma lei continuava a guardarmi.[...]"
-La Breve Storia Di Una Ragazza Senza Un Occhio-
"[...]Urla. L’altro occhio girava veloce lo sguardo. Urla. Forse voleva morire anche lui. Urla. Intorno i mobili della sua camera divennero rossi e sbiaditi mentre il gatto aveva fatto un salto fulmineo sulla scrivania e lei cominciò a urlare. Urla. Ora sentiva un forte bruciore sotto alla mano premuta sulla cavità dell’occhio. Urla.[...]"
-Caduto Nell'Acqua-
"[...]Quella era la sua bambola e lei non permetteva che nessuno la toccasse. La teneva posta sul divano, seduta con quelle sue gambe rigide di porcellana, mia nonna la cullava di notte accucciata sul tappeto tornava ad essere una bambina, le cantava la ninna nanna della luna che brilla perché è d’argento e porta fortuna, e tutte le volte che la riponeva sul divano le pettinava i boccoli, amorosamente si prendeva cura della sua postura, le affiancava i cuscini più candidi e morbidi del salotto e dopo averla guardata con teneri occhi scoppiava il pianto furioso. Mia nonna si graffiava la faccia davanti al volto pallido e sorridente della sua bambola di porcellana, di fronte alla sua eterna espressione infantile, gridava le vocali singhiozzando, si alzava e si sbatteva con violenza sul divano, sulle poltrone e sul tappeto, dimenava gli arti urlava di dolore.[...]"
-Pioggia-
"[...]Il soffitto interrompe la sua pioggia quando alzo la testa. Sento rumori arrivare dalla stanza dalla quale proviene la luce, qualcuno cammina, apre cassetti. Abbasso gli occhi e lo sguardo cade sulla gamba destra. La mia gamba si muove. Compie brevi scatti a intervalli regolari. La fisso a lungo e poi guardo l’altra. La gamba sinistra si comporta allo stesso modo. A piccoli intervalli si scuote…. Sto tremando. Ora che vedo il mio corpo vibrare, mi accorgo di essere consapevole solo in parte.[...]"
... Think Of Me...
Mi sento una cretina… ma forse lo sono… una bambolina cretina che sorride dalla vetrina ai passanti… una bambolina di borchie e trucchi pesanti… rossetti da vera puttana orientale… forse la mia bambola ora si trova in qualche sexy shop o sul letto di qualcuno. Nella testa solo urla ovattate Urla ovattate Si può morire dal dolore. Claudia*
Kerouac wrote
"Per me l'unica gente possibile sono i pazzi, quelli che sono pazzi di vita, pazzi per parlare, pazzi per essere salvati, vogliosi di ogni cosa allo stesso tempo quelli che mai sbadigliano o dicono un luogo comune, ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi artificiali color giallo che esplodono come ragni attraverso le stelle e nel mezzo si vede la luce azzurra dello scoppio centrale e tutti fanno -oooh!-"
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